ll rapporto tra Bologna e la street art è ormai consolidato. Il 1984 è stato l’anno che ha suggellato l’unione con la mostra “Arte di frontiera. New York Graffiti”, allestita alla Galleria d’Arte Moderna (oggi confluita nel MAMbo), un'unione confermata negli anni successivi, grazie alla comparsa dei primi murales per le strade della città.

Uno dei primi esempi di street art bolognese sono state le oche stilizzate realizzate dagli street artist Cuoghi Corsello negli anni ‘90 alla stazione di Bologna, chiamate pea brain.

Nel corso degli anni è nata poi una vera e propria scuola bolognese di street art, e in parallelo si è sviluppato un acceso dibattito sui diritti e i limiti di questa forma d’arte. Esemplare in tal senso è stato il caso di Blu, che in segno di protesta contro la mostra del Museo della Storia di Bologna e lo stacco di murales che aveva comportato, nel 2016 ha cancellato tutti i suoi murales in città.

Possiamo quindi affermare che a Bologna l’arte di strada di casa da molto tempo, grazie ai tanti street artists che l'hanno arricchita con le proprie opere come Ericailcane, Eron, Honet, Bastardilla, Alicé, Dado e molti altri ancora.

In questo articolo abbiamo raccolto i nostri consigli per un possibile itinerario della street art a Bologna, che tocchi sia nelle periferie che il centro storico. Per seguirlo vi suggeriamo però di inforcare la vostra bici (o noleggiarne una), perché le distanze fra i murales possono essere anche piuttosto ampie.

I murales del centro

Gli esempi di street art a Bologna sono ovunque, anche nel cuore della città d’arte.

Esistono però principalmente due zone in cui avvistare i murales in centro: quella universitaria, attraversata da Via Zamboni, e l’area compresa fra Via Marconi e Via Riva Reno, non lontana dalla stazione.

Luís Gutiérrez in via Zamboni

Inoltriamoci dapprima nella zona universitaria per ammirare un murale storico della città, situato sotto ai portici di Via Zamboni. Poco prima della Facoltà di Giurisprudenza ci troviamo di fronte all’opera dipinta da Luís Gutiérrez nel 1988, in occasione dei 900 anni dell’Università di Bologna.

Caratterizzata da colori forti e vivaci, l’opera si intitola “500 anni dalla conquista dell’America Latina” ed è dedicata alla storia del Sudamerica. Se osserviamo infatti i personaggi raffigurati nella folla possiamo notare tra gli altri Fidel Castro, Che Guevara e Salvador Allende.

Levalet in piazza Azzarita

Spostiamoci dall’altra parte del centro per vedere il murale di Levalet in Piazza Azzarita. L’opera si trova nei pressi dell’ingresso del parcheggio, ed è stata eseguita dall’artista nel 2015, in occasione del CHEAP Festival. In questo caso non si tratta di un dipinto sul muro, bensì di un collage dal titolo “The hunt ”, che rappresenta una goffa caccia a un rinoceronte da parte di alcuni ninja.

La street art della periferia di Bologna

Se è vero che dentro le mura troviamo numerosi casi di street art, la maggiore concentrazione di opere è però al di fuori del centro storico, e in particolare nei quartieri San Donato, Bolognina e Porto.

street art bologna

I murales del quartiere Porto

Partendo dal quartiere Porto, la prima opera che osserviamo è l’ "Albero filosofico" di Andreco, che ci fa riflettere sull’attualissimo problema dell’inquinamento dell’aria. In via Pier de’ Crescenzi, a pochi passi di distanza, si trova poi il murale dello street artist Hitnes che raffigura una schiera di topi e mandrilli. Nella stessa via possiamo ammirare anche un’opera del duo Cuoghi Corsello, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Se ci spostiamo verso la stazione in direzione di Via Fioravanti 10 ci imbatteremo in un'altra opera recente. Proprio dietro l’uscita dell’Alta Velocità c’è il colorato murale di Daim, un insieme di forme geometriche e stilizzate realizzato nel 2012 sul muro di un parcheggio. 

I murales di San Donato

Concludiamo l’itinerario nella street art bolognese con un giro in San Donato, dove in Via del Lavoro ci aspetta un’opera dello street artist francese Honet che raffigura un elefante sospeso nell’aria, sorretto soltanto da alcuni palloncini. Sempre in Via del Lavoro c’è poi il murale di Dado, un’esplosione di rosso che ricorda il colore di tanti palazzi bolognesi, su cui si intrecciano nastri di vari colori.