I canali di Bologna sono ormai entrati di diritto tra le attrazioni di Bologna, assieme alle torri, ai portici e agli edifici medievali del centro storico. In particolare la Finestrella di Via Piella è diventata una meta obbligata per chi visita la città per la prima volta, che si affaccia per vedere il canale di Reno scorrere tranquillo tra le case.
Pur non avendo un fiume che la attraversa, come altre città italiane, Bologna è a tutti gli effetti una città sull’acqua: Via Piella è infatti soltanto uno dei punti da cui poter avvistare i suoi canali.
Andiamo allora alla scoperta della rete di vie d’acqua di Bologna, creata nel Medioevo e poi quasi interamente coperta nella seconda metà del Novecento.
Il canale Reno, in particolare, scorre tutt’oggi in città grazie alla deviazione dell’omonimo fiume avvenuta nel XII secolo presso la Chiusa di Casalecchio, un’imponente opera idraulica situata a pochi chilometri di distanza da Bologna.

Uscendo dal centro all’altezza di Porta Sant’Isaia, in direzione di Casalecchio, è possibile seguire a ritroso il corso del canale di Reno, che affiora in superficie in vari tratti. Lo potete osservare ad esempio nei pressi del Cimitero della Certosa, e continuare poi a seguirlo verso la Chiusa e il suo parco.
Per osservarla dall’alto potete affacciarvi al muretto di via Don Minzoni, che offre anche una bella prospettiva sull’antico magazzino del sale - la Salara - oggi sede del Cassero, il centro LGBTQ+ di Bologna.
Un esempio è via delle Moline, situata a due passi dalla stazione e dalla via dello shopping, via Indipendenza. In questo punto è possibile osservare un tratto piuttosto lungo del canale di Reno, che venne riportato alla luce nel 1998 mostrando il suo corso perpendicolare a vie come via Malcontenti, via Piella (quella della famosa Finestrella) e via Oberdan.
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Un tempo in via Capo di Lucca si lavoravano i tessuti e il grano, come testimonia la serie di edifici sulla destra, imboccando la strada da via Righi, edificati nel XVI secolo per ospitare i mugnai.
Pur non avendo un fiume che la attraversa, come altre città italiane, Bologna è a tutti gli effetti una città sull’acqua: Via Piella è infatti soltanto uno dei punti da cui poter avvistare i suoi canali.
Andiamo allora alla scoperta della rete di vie d’acqua di Bologna, creata nel Medioevo e poi quasi interamente coperta nella seconda metà del Novecento.
I 5 canali di Bologna
I canali che scorrono nel sottosuolo di Bologna sono 5: il Navile, il Savena, il Cavaticcio, il Canale delle Moline e il Reno. La realizzazione di tali vie d’acqua artificiali risale ai secoli XII-XVI, quando i fiumi vicini a Bologna vennero deviati per fornire alla città l’energia idrica necessaria per i mulini e gli opifici, oltre che per i commerci che ne derivavano.Il canale Reno, in particolare, scorre tutt’oggi in città grazie alla deviazione dell’omonimo fiume avvenuta nel XII secolo presso la Chiusa di Casalecchio, un’imponente opera idraulica situata a pochi chilometri di distanza da Bologna.

Il canale di Reno in via della Grada
Il corso del canale Reno è stato chiuso nel secolo scorso e dunque non è più visibile per intero ad eccezione del tratto che emerge presso l’Opificio della Grada, situato nell’omonima via. L’opificio è nato nel 1681 come conceria, ma già in precedenza fungeva da punto di controllo delle merci e delle persone che entravano in città via acqua.Uscendo dal centro all’altezza di Porta Sant’Isaia, in direzione di Casalecchio, è possibile seguire a ritroso il corso del canale di Reno, che affiora in superficie in vari tratti. Lo potete osservare ad esempio nei pressi del Cimitero della Certosa, e continuare poi a seguirlo verso la Chiusa e il suo parco.
Parco del Cavaticcio
In centro storico esiste inoltre una diramazione del Reno chiamato Cavaticcio, che scorreva nei pressi dell’odierno Parco del Cavaticcio. Il parco è uno dei luoghi più significativi della città, in quanto proprio qui si trovava l’antico porto urbano di Bologna, il centro nevralgico di tutti i commerci cittadini. Oggi l’area è stata trasformata in un polo culturale e artistico, che in estate ospita vari eventi e festival.Per osservarla dall’alto potete affacciarvi al muretto di via Don Minzoni, che offre anche una bella prospettiva sull’antico magazzino del sale - la Salara - oggi sede del Cassero, il centro LGBTQ+ di Bologna.
Via delle Moline
Uno degli scopi principali della creazione di una rete di canali a Bologna era quello di portare acqua ai mulini urbani. Oggi sono tutti scomparsi, ma alcuni nomi di vie e piazze rievocano ancora la loro presenza in città.Un esempio è via delle Moline, situata a due passi dalla stazione e dalla via dello shopping, via Indipendenza. In questo punto è possibile osservare un tratto piuttosto lungo del canale di Reno, che venne riportato alla luce nel 1998 mostrando il suo corso perpendicolare a vie come via Malcontenti, via Piella (quella della famosa Finestrella) e via Oberdan.
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Via Capo di Lucca
Il nostro tour dei canali di Bologna si conclude a pochi metri di distanza da via delle Moline, in via Capo di Lucca. Da questa via in realtà il canale non si riesce a vedere, ma il rumore delle acque si sente forte e chiaro: proprio in questo punto infatti il canale supera un dislivello e scorre dunque più veloce rispetto ad altri luoghi.Un tempo in via Capo di Lucca si lavoravano i tessuti e il grano, come testimonia la serie di edifici sulla destra, imboccando la strada da via Righi, edificati nel XVI secolo per ospitare i mugnai.